Scoprire il mondo, conoscere gente, imparare cose alla velocità di una pedalata
lunedì 22 febbraio 2010
Riflessioni
Dopo il grande cicloviaggio ho fatto una esperienza forte in abruzzo , durante il terremoto , ed ho,successivamente, visitato la bolivia ed il vietnam; ho imparato molto da queste esperienze, la semplicità è il segreto di una vita felice. Come facciamo a sapere cosa effettivamente mi serve e cosa no? immaginiamo che un terremoto improvviso minacci la nostra vita, mi ritrovo a dover scegliere cosa portar via con me prima che quello che mi sono creato con sacrifici e sudore venga spazzato via. Ora mi trovo in strada col mio zaino, posso piangere o essere grato. Io ho scoperto che in quello zaino c'è molto di più di quanto possa servirmi, la felicità è dentro ognuno di noi e non si raggiunge con qualcosa di materiale.
giovedì 24 dicembre 2009
progredire nella vita
E' così che si sente colui che cerca il segreto di una vita serena al di fuori di sè senza rendersi conto che è già dentro di lui. E' una verità che ha dimenticato ma della quale gli è indispensabile diventare consapevole, se vuol progredire sul cammino della propria esistenza, facendo del bene a se stesso e contribuendo al bene del mondo intero
martedì 22 dicembre 2009
Alchimia
Nel mondo esiste sempre qualcuno che attende qualcun altro, che ci si trovi in un deserto o in una grande città. E quando questi due esseri si incontrano, e i loro sguardi si incrociano, tutto il passato e tutto il futuro non hanno più alcuna importanza.
Esistono solo quel momento e quella straordinaria certezza che tutte le cose sotto il sole sono state scritte dalla stessa Mano:
Perché, se tutto ciò non esistesse, non avrebbero più alcun senso i sogni dell'umanità.
(Paulo Coelho - L'Alchimista)
venerdì 18 dicembre 2009
"Sono Perfetto esattamente come Sono"
Non sono nè troppo, ne troppo poco e non devo provare a nessuno chi sono. sono giunto alla consapevolezza di essere l'espressione perftta dell'Unità della Vita. Nella sua Infinità ho conosciuto molteplici identità, ognuna espressione perfetta di quella determinata epoca. Questa volta sono contento di essere quello che sono e non aspiro a essere qualcun altro perchè non è l'espressione che mi sono scelto in questa occasione; la prossima sarà diverso.
Sono perfetto così come sono, proprio adesso e proprio in questo luogo. Basto a me stesso e sono tutt'uno con
Nel prendermi cura di me stesso, mi aprirò a una gioia ea una bellezza che posso a malapena cominciare a intuire. L'Amore è il nutrimento necessario al genere umano per raggiungere la propria grandezza. Mentre imparo ad amare di più me stesso, accresco il mio amore per tutti gli altri. Insieme possiamo nutrire con amore un mondo sempre più bello. Insieme a noi anche il nostro pianeta verrà risanato. Con Gioia riconosco il mio stato di perfezione e quello della Vita. Ed è così Proprio in questo preciso istante Mi Amo e mi Accetto.
Louise L. Hay
giovedì 17 dicembre 2009
Verità
Ogni cosa ha la sua verità, ogni argomento,azione,fatto e così via. Ma una domanda ha sempre accompagnato la mia esistenza: perché esisto e qual è il mio compito durante nel corso della mia vita? Ma soprattutto quello che più conta è: chi sono IO?
Oggi so rispondere senza problemi a questi quesiti, tutto mi è chiaro; ma come ci sono arrivato?
Una serie di scelte nel corso della vita, aver fatto il chierichetto,il capo scout, il militare, l’aver conosciuto
giovedì 5 novembre 2009
Quando bussa la paura
sabato 3 ottobre 2009
pensiero
mercoledì 16 settembre 2009
biancahope.wordpress.comm
Questa storia è stato un regalo che mi ha fatto il mio amico Sure.
Posted by: biancahope on: 7 Settembre 2009
Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d’ospedale.
Ad uno dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un’ora ogni pomeriggio per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo. Il suo letto era vicino all’unica finestra della stanza.
L’altro uomo doveva restare sempre sdraiato.
Infine i due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore. Parlarono delle loro mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, del loro servizio militare e dei viaggi che avevano fatto.
Ogni pomeriggio l’uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e
passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere fuori dalla finestra. L’uomo nell’altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e i colori del mondo esterno.
La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto. Le anatre ed i cigni giocavano nell’acqua, mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo. Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c’era una bella vista della città in lontananza.
Mentre l’uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l’uomo dall’altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena.
In un caldo pomeriggio l’uomo della finestra descrisse una parata che stava passando.
Sebbene l’altro uomo non potesse sentire la banda, poteva vederla con gli occhi della sua mente, così come l’uomo alla finestra gliela descriveva.
Passarono i giorni e le settimane.
Un mattino l’infermiera del turno di giorno portò loro l’acqua per lavarsi e trovò il corpo senza vita dell’uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno.
L’infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo.
Non appena gli sembrò appropriato, l’altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra.
L’infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi assicurata che stesse bene, lo
lasciò solo. Lentamente, dolorosamente, l’uomo si sollevò su un gomito per vedere per la prima volta il mondo esterno. Si sforzò e si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicina al letto. Essa si affacciava su un muro bianco.
L’uomo chiese all’infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico morto a descrivere delle cose così meravigliose al di fuori di quella finestra.
L’infermiera rispose che l’uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro.
“Forse, voleva farle coraggio.”disse.
L’uomo cieco ha condiviso con l’altro il suo mondo. Un mondo che è al dì la di ciò che la su mente poteva vedere. E’ un po’ quello che facciamo noi. Mostriamo alle persone un mondo che la mente non può vedere, permettiamo a chi se lo concede, di entrare in quel mondo un po’ come ha fatto l’uomo fermo a letto. Non credo che il cieco fosse infelice della sua situazione perché è solo nel momento in cui si accettano le cose che riusciamo e vedere tutto con occhi diversi. Lui aveva costruito il suo mondo, non si era rifugiato in esso staccandosi dalla realtà, semplicemente lo viveva perché era lui. Guardava con gli occhi del cuore.
Grazie Sure!
